Come controllare l’integrità di un condensatore

Come controllare se un condensatore è guasto

Il condensatore elettrolitico, serve per sviluppare elettricità in campo elettronico; componente indispensabile, fu inventato da Alessandro Volta nel 1780 e da allora ha avuto svariate applicazioni. In genere il simbolo con cui si indica e la lettera “C”. Esso è composto da due piastre o conduttori tra di loro separati da un isolante.

Il suo meccanismo, molto elementare, ha però così tante applicazioni in campo elettronico da risultare ormai indispensabile; presente anche in molti oggetti di uso comune, è possibile che con l’uso prolungato e assiduo possa rompersi; come sapere se ciò è accaduto? Questo tutorial vi aiuterà a scoprirlo.

Come controllare se un condensatore è guasto?

Per fare questo, prima di tutto, munitevi di un alimentatore in continua (0 – 30 Vdc o superiore) e di un tester o multimetro (analogico o digitale)

Spesso anche visivamente è possibile accertarsi che un condensatore elettrolitico è danneggiato: se nella parte superiore di esso notate un avvallamento o una pancia; o se notate che ne fuoriesce del liquido, allora state certi che il condensatore è da sostituire; se tutte queste prove empiriche non sono presenti, allora è meglio procedere con la prova strumentale.

Per prima cosa va verificata la tensione massima di lavoro del condensatore: sul lato dello stesso è indicato a chiare lettere; è indispensabile avere questa informazione perché per la prova che si andrà a svolgere, va applicata al condensatore un voltaggio inferiore alla sua forza massima, rispettando ovviamente la polarità  ( i poli sono indicati con il segno + e – )

Per capire meglio descriviamo un esempio pratico: un condensatore elettrolitico con una densità di 25 V deve essere verificato nella sua integrità. Prendiamo un alimentatore in continua e applichiamo i morsetti ai piedini del condensatore rispettando la polarità; la tensione che dobbiamo imprimere all’alimentatore deve essere inferiore a 25; diciamo a 23 V, per pochi secondi. Fatto ciò con il tester si potrà leggere la tensione ai capi del condensatore.

Se essa risulterà di poco inferiore alla tensione che abbiamo applicato prima con l’alimentatore allora il condensatore è in perfette condizioni di funzionamento, sempre che questa tensione rimanga costante per alcuni minuti. Se questo non dovesse accadere o se la tensione calerà immediatamente, vorrà dire che il condensatore è guasto e va cambiato.

Ovviamente dopo qualche ora, se anche il condensatore fosse funzionante, la tensione calerà di circa il 30%, per il semplice motivo che il tester ha assorbito energia per poter funzionare, quindi l’ha scaricata da quella immagazzinata dal condensatore.

 

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